--Dopo
più di un secolo di emigrazione in molte Nazioni
del mondo il senso di appartenenza
etnico dei discendenti degli Italiani nei confronti
del loro paese d'origine non solo si è conservato
ma adesso è incentivato e coltivato,
dal Canada, al West Virginia,
dall'Argentina alla
Germania; basti pensare all'autoidentificazione di
più di 14 milioni di cittadini statunitensi
con l'Italia.
--Alcuni
Paesi come il Canada
sono ormai strutturalmentemulti
culturali,
ed il pluralismo culturale del mondo anglofono ha
indubbiamente favorito il perdurare di rapporti privilegiati
con il paese d'origine. La
Lingua Italiana è attualmente una delle più
studiate al mondo, il
diffondersi della dieta
mediterranea, del design
italiano, la indiscutibilità del nostro
patrimonio Artistico e Culturale sembrano aver consolidato il senso
di appartenenza etnica delle generazioni di discendenza
Italiana all'estero.
--Soprattutto
all'inizio del grande esodo gli Italiani furono oggetto
oltre che di sfruttamento di numerosi episodi di xenofobia. I braccianti Italiani, come quelli Marocchini
o dell'Europa dell'Est oggi in Italia, accettavano
paghe più basse dei braccianti locali; ad Aigues
Mortes, in Francia, nove italiani furono
assassinati con un banale pretesto da una folla di
lavoratori francesi nel 1893. Stessa sorte toccò
ad undici siciliani a New Orleans nel 1901, accusati
di appartenere alla Mafia. Oltre a queste vere e proprie
stragi gli episodi di pestaggi o omicidi singoli furono
molto numerosi.
--La
xenofobia ideologica ebbe molte forme:
--"abbiamo
all'incirca in questa città trentamila italiani,
quasi tutti provenienti dalle vecchie province napoletane,
dove, fino a poco tempo fa, il brigantaggio era l'industria
nazionale. Non è strano che questi briganti
portino con se un attaccamento per le loro attività
originarie" era scritto sul "New
York Times" il 1° gennaio 1894; la violenza veniva indicata quindi come un prodotto
di importazione, connaturato alla cultura e alla tradizione
degli immigrati Italiani.
--Gli
Italiani del Meridione erano accusati di essere sporchi, rumorosi,
arretrati come qualità della vita e nelle relazioni
interpersonali, e di praticare rituali religiosi primitivi,
di trascurare l'istruzione dei figli, di costringere in una condizione
di assoluta subordinazione la donna all'interno della
famiglia.
--I
Siciliani erano inseriti nel censimento del 1911 come "non white", non bianchi, di pelle scura e comunque le statistiche
censivano separatamente gli Italiani del Nord
e quelli del Meridione come appartenenti
a due razze diverse: una "celtica" e l'altra "mediterranea".
--In
Brasile la presenza Italiana era così forte da generare conflitti
con i brasiliani di altra provenienza. Gli Italiani
venivano considerati commercianti disonesti al punto
da definirli e chiamarli "carcamano" dal
gesto di calcare la mano alterando il peso misurato
dalla bilancia. Come appellativo dispregiativo verso
gli italiani negli Stati Uniti venivano usati anche
epiteti come "dago" e "wop" (
Italiano o straniero dalla pelle scura, usato in senso
dispregiativo anche per Portoghese, Spagnolo, Messicano).
--In
Australia il colore della pelle mediterranea dei meridionali fu un evidente fattore discriminante: i siciliani
furono considerati 'semi-coloured',
come nel censimento Statunitense del 1911, dove erano
definiti "non white". Il primo Governo in
carica in Australia,
collegato a quello Inglese, tendeva a formare una
società di etnia anglo-celtica operando un
programma politico definito della "White Australia".
--Negli Stati Uniti d'America diminuito il bisogno di manodopera a basso costo furono
votate alcune fondamentali leggi volte a frenare l'immigrazione. Dal giugno 1920 al giugno 1921 furono registrati negli
Stati Uniti più di 800.000 nuovi immigrati,
provenienti per due terzi dall'Europa meridionale
e orientale: il Congresso votò d'urgenza una
legge approvata per alzata di mano.
--Il
Quota Act del 19 maggio 1921 limitava il numero degli
stranieri ammesso annualmente, e per nazionalità,
al 3 per cento del numero dei rispettivi connazionali
stabilitisi negli Stati Uniti nel 191O. Questa legge
venne applicata fino al 1 luglio 1924, quando entrò
in vigore il National Origins Act, approvato nel maggio
1924, che riduceva le quote di ciascuna nazionalità
al 2 per cento dei rispettivi connazionali residenti
negli Stati Uniti nel 1890. Con la prima quota
che limitò l'emigrazione europea vennero ammessi 42.000 italiani , nel
1924 il numero scese a 5645.
--Le
leggi sull'immigrazione gli anni venti posero fine
all'immigrazione italiana negli Stati Uniti, stabilendo delle quote per ogni
nazionalità, discriminarono di fatto tra le
popolazioni del nord Europa e quelle dell'Europa Sud
Orientale codificando
il pregiudizio antimeridionale.
Francesco
Saverio ALESSIO
una
delle più importanti banche dati al mondo di
antirazzismo
http://www.antiracism-info.org
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