Calabria:
cambiare rotta - La
Sila può fermare l'emigrazione
di Giovanni LAMANNA

San
Giovanni in Fiore - La Valle del fiume ARVO fra la
città e Lorica, piccolo
centro sulle rive del Lago Arvo formato dalla diga
in terra battuta di Nocella - Fotografia: Francesco
Saverio ALESSIO - copyright
2005
San
Giovanni in Fiore - Sila - Calabria - Italia
La
Sila può fermare l'emigrazione
--Ritengo
positiva e meritoria l'attività che l'associazione
degli emigrati "Heritage
Calabria" e il suo Presidente François Nicoletti svolgono, proponendo
di mantenere sempre forti i legami tra gli emigrati e
i loro paesi natali e di affrontare problemi
di fondo, come quello della Sila.
--Nicoletti
è un emigrato vincente. Partito da San Giovanni
in Fiore poco più che quindicenne senz'arte
nè parte, come si dice, è approdato
nel mondo finanziario svizzero, trincerato e di non facile
accesso. Nicoletti resta visceralmente legato a San
Giovanni in Fiore e alla Calabria e può dare un forte contributo ad una campagna
che chiami in causa la politica, cultura, scienza, tecnica,
opinione pubblica per un progetto
di valorizzazione della Sila.
--L'emigrazione
è una questione nazionale.
Una prima ondata migratoria, a cavallo tra l'Ottocento
e il Novecento, ha
investito tutta l'Italia. Una seconda ondata, nell'ultimo
cinquantennio, ha investito il Mezzogiorno e la
Calabria. Dal 1870 ad oggi si sono spostati
ben 28 milioni di italiani! Metà della popolazione
attualmente residente. E tuttavia una questione di così
vasta portata è stata sottovalutata e spesso
rimossa, senza che una politica adeguata
venisse attuata per la difesa e la promozione
dei diritti e degli interessi degli emigrati.
--Ricordo il
destino riservato alle rimesse: denaro fresco,
frutto di sacrifici, finito nelle Poste e nella Cassa
depositi e Prestiti o in costruzioni
edilizie eccessive e brutte. Nessuno ha mai
pensato di creare un istituto finanziario specializzato
per raccogliere le rimesse e destinarle ad iniziative
economiche. poteva essere una grande occasione per promuovere
una sviluppo diffuso realizzato dalle stesse famiglie
degli emigrati e da tanti piccoli artigiani e imprenditori.
Anche questa occasione è stata perduta.
--Si
dice che la Calabria sia una regione disgraziata ma una regione che ha la
Sila non lo è perchè la
Sila è un tesoro ancora nascosto da portare alla luce.
Salendo dallo Jonio e attraversando vallate selvagge e
colline nude, lacerate e calanchive, arrivi nell'Altopiano
e trovi nel profondo Sud un luogo montoso come la Svizzera,
ancora deserto, ma più bello della Svizzera. E' sulla Sila l'avvenire
di San giovanni in Fiore e della Calabria (altro che la mostruasità del ponte sullo Stretto)
e alla Sila possono essere interessati l'Italia e l'Europa .

Architettura
Florense
ARTE
FLORENSE
San
Giovanni in Fiore: Balconcino di casa Nicoletti
Fotografia: Mario
IAQUINTA, copyright
© 1986
--S.
Giovanni ha una grande carta da giocare. E' l'unico centro
popolato. E' anello
di congiunzione tra il Marchesato e l'Altopiano. Può essere forza trainante di integrazione tra
i due territori e di valorizzazione della Sila.
--L'Altopiano,
antico massiccio granitico, ondulato, con piccole
vallate e basse colline ha una collocazione geografica
rara perchè si adagia fra due mari, Jonio e Tirreno, e da questi riceve benefici influssi ed è
tutto un ambiente splendido di foreste,
fauna, flora,
pascoli, acque
che sorgono ovunque (leva strategica per lo sviluppo),
clima, paesaggi.
--Tesaurizzare
queste bellezze e risorse si può e si deve con
uno sviluppo
ecocampatibile che rispetti rigorosamente la natura.
E che sia fondato su villaggi, servizi e infrastrutture
e su una attività economica appropriata (produzione
agricola e zootecnica, artigianato,
piccola industria, sanità,
sport, centri di ricerca
e sperimentazione, e soprattutto su un turismo mare-monti
di eccellenza).
--La
Sila è rimasta nei secoli una terra deserta tranne che nei periodi
estivi per la transumanza, ma mai
abitata stabilmente. E' stata terra di briganti e di lupi,
di predatori di legname, dai Romani agli Americani.
--Le
popolazioni calabresi si sono spostate dal mare alla collina
e viceversa, ma non sono mai penetrate sulla Sila,
insediandosi ai suoi fianchi con tanti paesini.

Silvana
Mansio - Una delle poche architetture
di legno sopravvissute in Sila - fotografia: Vincenzo
TIANO - a Silvana Mansio (Serra
Pedace) si è tenuto il 7 giugno
2006 il 1°
Festival internazionale di filosofia in Sila
--Oggi
qualcosa si muove. Ma poco e senza programmi. E' necessario
un impegno da parte della politica, della scienza, della
tecnica, della cultura. Non può restare un sogno. La Sila deve diventare
una realtà di alto valore e centro di attrazione
dell'Italia e dell'Europa.
--Senza
retorica e con idee fondate io dico che questo è
possibile. Dico che la Sila segna il grande passaggio
per una Calabria nuova.
--Scettici
e pavidi chiederanno: ma i soldi?
--Negli
ultimi decenni si è bruciata una montagna (più
grande di Botte Donato, grande come il Monte Bianco) di
finanziamenti pubblici per
mancanza di programmi, per una scellerata gestione della
spesa, per irresponsabilità nelle scelte.
--I
soldi sono stati dissipati, ma lo sviluppo non c'è
stato per il malgoverno,
per la commistione tra politica e affari, per lo spregio
di ogni etica.
--Hic
Rodus hic salta (qui è Rodi e qui bisogna
saltare) per rimuovere questa zavorra che ostacola e distorce
ogni crescita.
--Così
la Calabria potrà risorgere, così l'emigrazione
non sarà una condanna.
GIOVANNI
LAMANNA
"il
CROTONESE" ( 26 agosto 2005 )
--Giovanni
LAMANNA, nato
a Crucoli (Crotone)
nel 1919 e laureatosi in Giurisprudenza all'Università
di Firenze nel 1941 con una tesi di laurea su Hans
KELSEN, ha svolto - dopo l'iscrizione al Pci nel 1944 - attività politica nel difficile
Secondo dopoguerra calabrese infuocato dalle lotte per
la terra. E' stato eletto Consigliere provinciale nel collegio di Cirò-Savelli, Sindaco di Crucoli dal 1960 al 1970, Deputato
al Parlamento nella V, VI, e XII legislatura.
--Ha,
tra l'altro, pubblicato nel 2000 Pagine di
lotta meridionalista, una raccolta di saggi,
articoli e interventi parlamentari sullo sviluppo della
Calabria. Ha scritto su varie riviste e giornali.
--Nel
2005 l'Associazione
degli Emigrati nel Mondo "Heritage Calabria",
gli ha conferito il Premio dei "Magnifici
Cento".
--Nel
2006 a gennaio, stampato da Rubettino
Industrie Grafiche ed Editoriali per conto di Calabria
Letteraria Editrice - 88049 Soveria Mannelli,
ha pubblicato CALABRIA: CAMBIARE ROTTA dal quale sono tratte queste brevi note biografiche e
l'articolo La
Sila può fermare l'emigrazione.
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