
Mattmark
nella Letteratura e alla Camera
--tratto
da: Pasquino CRUPI - La tonnellata umana,
l'emigrazione calabrese 1870-1980 - Nuove
Edizioni Barbaro, Bologna 1994
--[...]
Gli anni sessanta, che vedono strettamente coniugati
per viadel "miracolo economico immigrazione e emigrazione,
producono un altro rimbombo di mort. In Svizzera,
mentre lavoravano alla diga di Mattmark, 90 operai sono
travolti dalla montagna di ghiaccio. 56 sono operai
italiani, nella stragrande parte meridionali e calabresi,
7 sono di San
Giovanni in Fiore in Provincia
di Cosenza. Fausto GULLO, prendendo
la parola alla Camera, straccia con scientifica documentazione
la tesi che non v'ha altra via se non quella dell'emigrazione
per soddisfare la fame di lavoro:
--[...] Ho qui un lungo elenco, datomi dal sindaco
di San Giovanni in Fiore, di emigrati
morti sul lavoro in questi anni. Vi
è da osservare (...) che i sette di Mattmark
rappresentano una piccola parte e che essi possono dirsi
fortunati nella sventura, perchè i superstiti
hanno avuto dei soccorsi che sono andati oltre i modestissimi
aiuti che di solito vengono dati in tali dolorose circostanze.
Il tragico elenco è ben lungo. Oltre i sette
morti della
sciagura di Mattmark il 3 settembre 1965 - sono Antonio
TALERICO, Giuseppe AUDIA, Bernardo LORIA, Fedele LARATTA,
Francesco LARATTA di Fedele, Salvatore VELTRI e Gaetano
COSENTINO - negli ultimi dieci anni sono morti
sul lavoro i seguenti altri emigrati di San Giovanni
in Fiore: Antonio GRECO, caduto a Boussu
nel 1953; Domenico BARBERIO, caduto
in Francia nel 1955; Emilio VINCENZO,
caduto in Svizzera nel 1956; Antonio STAMBENE,
caduto a Torino nel 1959; Eugenio CRIVARI, caduto in
Francia nel 1959; Vincenzo GRECI, caduto
a Baden nel 1957; Giuseppe DE SIMONE, caduto
a Klip River (Sudafrica)
nel 1957; Giovanni OLIVERIO, caduto
nel 1958 a Baden; Santo SIRIANNI, caduto
a Frejus nel 1959; Nicola MERLO, caduto
nel 1959 a Corzonese; Salvatore TALARICO,
caduto nel 1960 in Svizzera; Giovanni SILLETTA,
caduto caduto nel 1964 a Saa Almagell; Pasquale
OLIVITO, caduto nel 1964 a Basilea; Saverio
PERRI, caduto nel 1964 in Svizzera; Domenico
IULIANO, caduto a Torino nel 1964; Saverio AUDIA, caduto nel
1958 a Milano; Giovanni RUSSO, caduto nel 1947 in
Val Venosta. --Questi
sono i caduti di San
Giovanni in Fiore (1).
Ma occorre pur sommare a tutti questi gli altri caduti
sul lavoro originari degli altri paesi del Mezzogiorno,
che presentano le stesse caratteristiche sul piano dell'emigrazione.
--I
morti di Mattmark sono passati in rassegna
anche dalla stampa nazionale e dalla stampa calabrese.
Non si legge novità d'impostazione rispetto alle
cose dette in occasione di precedenti disastri e dello
stesso terribile disastro
di Marcinelle.
La fatalità, seppure non categoria onnivora,
viene rispolverata, si distinguono netti gli accenti
della solidarietà con le famiglie dei morti,
è forte la richiesta di andare a fondo nella
ricerca delle responsabilità, è apprezzata
la sollecitudine sociale del Governo verso le famiglie
colpite. Ma nessun giornale della stampa liberal-democratica
compie uno sforzo per riconsiderare la possibilità
che i lavoratori meridionali e calabresi possano finalmente
avere il diritto di lavorare nel loro paese. L'emigrazione,
anche quando è spruzzata di sangue, non si tocca.
E' una dolorosa necessità, ma sempre necessità.
--tratto
da: Pasquino CRUPI - La tonnellata umana,
l'emigrazione calabrese 1870-1980 - Nuove
Edizioni Barbaro, Bologna 1994

(1)
a questo tragico elenco va aggiunto l'elenco
dei minatori morti nelle miniere di Monongah in West Virginia nel 1907 ed altri emigrati florensi
caduti sul lavoro.