L'inquieta
alleanza fra psicopatologia
e antropologia
Salvatore
INGLESE
10
--E' possibile catalogare i gruppi
familiari che si ristrutturano intorno all'essenza di
uno o più membri significativi, costruendo la
seguente tipologia:
- Famiglie originarie composite: caratterizzate
dall'assenza di uno, o di ambedue i genitori, sostituiti
dalla presenza in posizione dominante degli anziani.
In essa viene sperimentata l'ineffettualità della
cultura tradizionale.
- Famiglie nucleari: da cui sono emigrati
un genitore e almeno un figlio. Testimoniano il tramonto
della socialità estesa e del regime delle obbligazioni
familiari. Esse rappresentano inoltre il punto di arresto
della trasmissione culturale realizzata in via genealogica.
- Famiglie assenti: in cui emigrano
ambedue i genitori e i figli sono obbligati a sopravvivere
all'abbandono creando delle alleanze intra - generazionali
su cui ricostruire le funzioni genitoriali negate.
--Ognuna di queste combinazioni generazionali
forzate presenta un'avanzata adulterazione delle condotte
relazionali intercorrenti tra i vari membri della famiglia.
--Ciò si riflette perniciosamente
sulla sequenza maturativi degli eventi psicologici che
si verificano nel sistema intrapsichico di ciascun membro.
--L'emigrazione provoca la
progressiva marginalizzazione della figura paterna, talvolta la sua scomparsa definitiva; destino condiviso
dalle figure tradizionalmente vicarianti il suo ruolo
e le sue funzioni.
--In assenza di padre la generazione
dei figli è incapace di adeguate proiezioni identificatorie,
di valide prestazioni cognitive, di una sicura assunzione
dei ruoli sessuali, di nutrire fervide aspettative di
riscatto.
--I figli vagano piuttosto in un'incertezza
patronimica e restano invischiati nei conflitti abbandonaci
ai quali essi prestano e sacrificano il proprio
ruolo e, talvolta, la propria identità.
--In tale contesto si attivano modalità
di scambio affettivo centrate sulla sola figura
materna in cui si rendono riconoscibili anche aspetti
e funzioni paterne.

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Madonna
con bambino
Giuseppe
DE MARCO © 2003 Copyright
--La madre viene costretta ad esercitare
funzioni proprie del ruolo paterno senza possederne
l'identità, l'autorità, i mezzi idonei
e l'addestramento specifico.
--Le madri si costringono a parlare
in nome del padre, ma il loro verbo si intona alle note
minori della solitudine, della povertà e della
subalternità sociale.
--La donna, inoltre, deprivata
dal coniuge vive costantemente in uno stato di vedovanza
fantastica - il marito è assente ma
non è morto- caratterizzato dall'impossibilità
di elaborare un adeguato processo di lutto.
--Il marito viene mantenuto in uno
stato di animazione sospesa durante il quale egli può
effettuare periodiche apparizioni che esasperano il
senso di mancanza e di perdita vissuto dalla donna.
--In conseguenza di ciò viene
costantemente sopravvalutato il rapporto di sostegno
e di dipendenza che si istituisce all'interno della
diade madre - figlio, emarginando progressivamente il
vertice paterno.
--Il nome stesso del padre è
minacciato dalla dimenticanza, non si imprime come una
cifra da imitare; esso perde in attrazione e desiderabilità
quanto guadagna in tristezza basale.
--All'orgoglio dell'appartenenza subentra
la vergogna della lontananza: la figura eroica del padre
si flette nella figura patetica della vittima sacrificata
ad un destino gravido di sconfitte.
--Il padre che ritorna, o che si raggiunge
non appare più lo stesso, non possiede più
l'autorità del modello tradizionale né
l'esemplarità del progetto esistenziale.
--Sembrerebbe che il padre
biologico qui non riesca a divenire un genitore culturale,
non riuscendo a trasmettere le regole, le leggi, le
consuetudini del gruppo di appartenenza.
--Egli inoltre non riesce più
a funzionare come anello intermedio che permette al
figlio di riconoscere opportunamente l'esistenza di
un principio di trasmissione culturale sovra - individuale
che attraversa l'alternarsi delle generazioni.
--Soffrendo questa emarginazione,
il padre può giungere all'autonegazione del proprio
ruolo, invalidando alla radice il messaggio da trasmettere
alla discendenza.
--Egli può nascondersi dietro
una malattia somatica e/o psichica ( somatizzazioni,
nevrosi invalidante, pensionamento anticipato ), oppure
può fare ricorso a trasgressioni di natura masochista
( marginalità, alcolismo ) o ad arroccamenti
culturali integralisti.
--Queste varianti disadattive ne rendono
inefficace la funzione, lasciano senza protezione culturale
ed affettiva la generazione giovane impedendole di avvantaggiarsi
di un polo forte di identificazione e di annettersi
una preziosa eredità culturale.
--Pertanto, a
causa dell'emigrazione viene disturbata e disarticolata
l'aggregazione del dipolo genitoriale, pilastro fondamentale
su cui si regge la
costruzione della realtà, dell'identità,
del buon funzionamento psichico e della creatività
intellettuale.
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(ricordi
e riflessioni di un'esperienza sul campo)
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