GIOACCHINO DA FIORE

Architettura Mediterranea: Abbazia Florens: interno della Chiesa  Fotografia: Giuseppe DE MARCO, copyright 2003

Architettura Florense

Abbazia Florense: interno della Chiesa

Fotografia: Giuseppe DE MARCO, copyright © 2003

ESCATOLOGIA FLORENSE

...ripartirono da Petra e si ritirarono fra le montagne a Fiore, affinchè in Nazareth fosse annunciato il nuovo frutto dello Spirito Santo, fino a che, a partire da quel luogo, il Signore operasse la massima salvezza sulla Terra. [...]

Biografia di Gioacchino da Fiore

ANONIMO

Quando Gioacchino da Fiore trovò l'imperatrice Costanza, che aveva espresso il desiderio di confessarsi, in chiesa, seduta sul trono, l'apostrofò dicendo: "Giacchè io ora rappresento Cristo e tu la Maddalena penitente, scendi dal trono, inginocchiati e confessati con umiltà, altrimenti non posso ascoltarti". L'Imperatrice scese, si inginocchiò e, sotto gli occhi attoniti dei presenti, confessò i suoi peccati, riconoscendo nell'Abate l'autorità apostolica. E' quanto scrive un testimone dell'accaduto, suo amanuense e biografo Luca Campano, poi Vescovo e grande Architetto ( Duomo di Cosenza ). Se riusciamo ad immaginare quale sconfinato potere possedesse un'Imperatrice potremmo avere in parte la misura dell'uomo e della stima da lui raggiunta.
Figlio di un notaio di Celico, di famiglia ebraica convertita al cattolicesimo, nato intorno al 1130, ricevette un educazione prettamente latina e nonostante la Cosenza normanna aveva poco a che vedere con i monaci greci della Calabria meridionale, studiò anche il greco.

In abito eremitico, intorno ai diciotto anni d'età (secondo altri nel 1168 a circa 33 anni di età), intraprese un lungo viaggio in Oriente, passando per Costantinopoli, attraversando la Siria e soffermandosi in Palestina dove studiò l'Aramaico per attingere ai Vangeli originali. Sul Monte Tabor trascorse una quaresima in una grotta in completo digiuno ricevendo il "dono della intelligenza". Di questa capacità di digiunare scrive Luca Campano:

[...] si nutriva solo di pane e acqua, che assaggiava appena, mentre giorno e notte scriveva o leggeva o pregava, e quotidianamente celebrava la messa. Ebbe da Dio quanto desiderava, come la forza di astenersi dai cibi e dalle bevande; e più si asteneva, più forte ed agile appariva. Fuori dal monastero, mangiando insieme agli altri, consumava con rendimento di grazie la razione di cibo. [...]

Gioacchino da Fiore visse e studiò per molti anni in Medio Oriente: erano lì le fonti della conoscenza, non solo Spirituale, ma anche Scientifica e Filosofica. I libri, le tecniche costruttive, le tecniche idrauliche, e dell'agricoltura, l'astronomia, la matematica. Tutto veniva da quei luoghi, dalle Regioni, dalle Civiltà all'intorno. Lì era avvenuta la kénosis.

Dalla sponda sud del Mediterraneo. Dai luoghi natali dell'Architettura Mediterranea Gioacchino da Fiore importò molte tecniche che insegnò al suo fidato amanuense Luca CAMPANO probabile supervisore dello stesso Archicenobio Florense insieme a Fra' Giuliano "Magister Artium" che proseguì la costruzione successivamente alla morte del Maestro.

Probabilmente dopo il viaggio in Oriente maturò un maggiore distacco dal mondo che lo portò ad abbracciare l'ideale monastico, e man mano salendo di gerarchia e di prestigio visse in numerose abbazie cistercensi, da Santa Maria della Sambucina, a Corazzo dove, alla morte dell'abate Colombano, divenne abate lui stesso, a Casamari dove cominciò, esortato da Papa Lucio III, a mettere per iscritto le sue idee.


L'apocalittica in Gioacchino da Fiore: Simbolica dell'età dello Spirito

Gioacchino da Fiore nella sua vasta produzione letteraria ha esplicato le sue idee e le sue profezie; ricordiamo fra le opere la Concordia, la Expositio in Apocalypsim e il Psalterium decem chordarum. Partendo dal modello trinitario, egli divideva la storia in tre epoche fondamentali:

L'Età del Padre, corrispondente all'Antico Testamento.

L'Età del Figlio, rappresentata dal Nuovo Testamento che aveva elevato gli uomini al ruolo di figli di Dio; compresa tra l'avvento del Cristo ed il 1260.

L'Età dello Spirito Santo, nella quale raggiungendo la completa libertà predicata dal messaggio cristiano gli uomini sarebbero entrati in contatto diretto con Dio; solo in questa Terza Età sarebbe stata possibile la vera comprensione della parola di Dio.

Il 25 agosto del 1196 il Papa Celestino III approvava la Regola Florense, e Gioacchino da Fiore decide di fondare l'Archicenobio dell'Ordine Florense, prima a Iure Vetere e poi a Iure Nuovo.


La fondazione dell'Abbazia Florense

Presumibilmente secondo molti studiosi, i lavori dell'Archicenobio di San Giovanni in Fiore iniziarono nel 1202, su direzione architettonica di Gioacchino. --In quell'anno sfidando l'inverno silano attraversò un valico di 1600 metri e si ammalò gravemente, fino a che [...] gli fu concesso di ardere del desiderio di morte e, raggiunto il vero sabato, di affrettarsi come cervo alle sorgenti delle acque. [...]


San Giovanni in Fiore: centro del Mediterraneo

Architettura Mediterranea: Abbazia Florens: panoramica est

Architettura Florense

ARTE FLORENSE

Abbazia Florense: panoramica est

Fotografia: Francesco Saverio Alessio, copyright © 1987

...fino a pochi anni fa, come nel Medio Evo, sul bordo sud est dell'Abbazia erano gli orti e gli alberi di noce, un sentiero e l'ACQUARU; tutti segni di un passato cancellato per sempre da una pavimentazione stradale tra l'altro fatta male. [...]

tratto da: Tutto quello che non si deve fare in Architettura ( un caso storico: San Giovanni in Fiore) di Francesco Saverio ALESSIO


Gioacchino da Fiore - LINKS

 

Architettura Mediterranea: Architettura Florense: San Giovanni in Fiore: Rosoni dell'Abside dell'Abbazia Florense  fotografia: Francesco Saverio ALESSIO, copyright © 1981


Kènosis

Nell’Escatologia di Gioacchino da Fiore, riassunta in poche righe dal suo Anonimo biografo, il nuovo frutto dello Spirito Santo partirà da Fiore e sarà annunciato in Nazareth, immediatamente prima della massima salvezza sulla Terra. La massima salvezza sulla terra non si realizzerà quindi esclusivamente grazie alla kénosis e al sacrificio del Messia sulla croce, o a quello che sarà l’effetto antimetafisico sulla storia del Dio che si è fatto uomo, bensì per via di un nuovo frutto dello Spirito Santo, ancora in “Fiore”, che sarà distribuito globalmente a partire dal centro del Mediterraneo, dall’Altopiano della Sila e specificamente dalla confluenza di due fiumi, l’Arvo ed il Neto, cioè dal centro mistico chiamato Fiore, ovvero Florens, Flaraconio, Flos: attualmente San Giovanni in Fiore.

tratto da: Per una Ermeneutica del web. Una Escatologia Florense Contemporanea - di Francesco Saverio ALESSIO

 

Kènosis

[...] L'uomo post moderno, se assume fino in fondo la condizione debole dell'essere e dell'esistenza, può finalmente imparare a convivere con sé stesso e con la propria finitezza, al di là della residua nostalgia per la fine di ogni assolutezza della metafisica. Accettare la condizione costitutivamente scissa, instabile e plurale che è propria del nostro essere, destinato alla differenza, alla transitorietà e alla molteplicità, significa essere in grado di praticare attivamente la solidarietà, la carità e l'ironia. L'uomo che distoglie la sua attenzione dall'oltremondo e la rivolge a questo mondo e a questo tempo (Saeculum significa anche "questo tempo presente") si adopera per far valere gli ideali del pluralismo e della tolleranza ed evita che una particolare visione del mondo s'imponga servendosi dell'autorità che le è attribuita. La "morte di Dio" (un'espressione che originariamente appartiene a Lutero) oggi indica l'icarnazione, la kénosis (dal verbo kenóo, rendo vuoto), con la quale Paolo allude al "vuotarsi di se stesso" compiuto dal Verbo divino che si è abbassato alla condizione umana per morire sulla croce. Tutto questo ci spinge verso una concezione meno oggettiva e più interpretativa della rivelazione, vale a dire verso una concezione "dell'ultimo dio".

tratto dalla INTRODUZIONE - Una religione senza teisti e ateisti - (pag. 23-24) a

IL FUTURO DELLA RELIGIONE - Solidarietà, carità, ironia - Richard RORTY - Gianni VATTIMO

a cura di Santiago ZABALA, edito da GARZANTI, 2005


1° Festival internazionale della filosofia in Sila


Logo Internet di www.emigrati.it - La valigia di cartone - link alla Home Page della Associazione Internet degli Emigrati Italiani emigrati.it

emigrati.it Associazione Internet degli Emigrati Italiani - San Giovanni in Fiore - Calabria - Italia emigrati.it - Associazionismo e Cultura Glocale

 

Inizio Pagina 

Cultura Mediterranea - Gioacchino da Fiore

emigrati.it Associazione Internet degli Emigrati Italiani

Francesco Saverio Alessio

emigrati.it Associazione Internet degli Emigrati Italiani - Chi siamo - sito Internet nato per gli Emigrati Italiani, ideato e realizzato a San Giovanni in Fiore, Calabria, Italia, al centro del Mediterraneo, da Francesco Saverio Alessio www.florense.it, in collaborazione con Pasquale Biafora www.portalesila.it, Alfredo Federico e Michele Lacava www.jaflos.it, International Web Site di arte, cultura mediterranea, intercultura, politica, scienza, antropologia, in riguardo alla emigrazione, immigrazione, migrazioni culturali, popolazioni migranti, servizi per gli emigrati, servizi per gli immigrati, Information Technology, Telecommunications, Web Thelephony, Web Services, prima uscita online:10 ottobre 2003 emigrati.it Italians Emigrants Internet Association
Alla ricerca delle radici comuni ad ogni uomo nel contesto dell'evoluzione di Internet