I bambini soldato

Kenya - Scolo fognario a cielo aperto in una barraccopoli di Nairobi - fotografia: Don Battista CIMINO - © copyright - Centro Missionario Diocesano Cosenza-Bisignano

Anna Paletta Zurzolo - Pane Vino e Angeli - © 2004 - Iride Edizioni, gruppo Rubettino

 

Conferenza europea sull’uso dei "bambini soldato" - Dichiarazione di Berlino

La Conferenza Europea sull’uso dei "bambini soldato", tenutasi a Berlino, Germania, dal 18 al 20 ottobre 1999:

Gravemente preoccupata per il fatto che più di 300.000 minori di 18 anni sono attualmente coinvolti in conflitti armati in ogni parte del mondo, compresa l’Europa dove ve ne sono migliaia;

Rammentando i principi del superiore interesse del bambino, della non-discriminazione e della totale protezione sanciti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, ratificata da 191 Stati, compresi tutti gli Stati europei;

Accogliendo la risoluzione 1261 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed il lavoro del Rappresentante Speciale del Segretario Generale sui Minori nei Conflitti Armati al fine di impedire il reclutamento e l’uso di bambini in operazioni militari;

Accogliendo la raccomandazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite al Consiglio di Sicurezza affinchè l’età minima per il reclutamento e la partecipazione nei conflitti armati sia fissata a 18 anni, così come quella dei peacekeepers delle Nazioni Unite dovrebbe essere almeno di 21 anni e in ogni caso non inferiore ai 18 anni;

Accogliendo l’adozione dello Statuto della Corte Penale Internazionale che considera un crimine di guerra la coscrizione e l’arruolamento di bambini di età inferiore di 15 anni o la loro utilizzazione per la partecipazione attiva alle ostilità, sia in conflitti armati interni che internazionali e sia che essi vengano impiegati da eserciti regolari o da milizie armate;
Accogliendo l’inclusione del reclutamento forzato o obbligatorio di minori di 18 anni per la loro utilizzazione in conflitti armati come una delle peggiori forme di lavoro minorile nella Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sulle più Gravi Forme di Lavoro Minorile (182);

Accogliendo le Dichiarazioni sull’Uso dei "Bambini Soldato" di Maputo (aprile 1999) e di Montevideo ( luglio 1999);

Accogliendo la dichiarazione dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite al Gruppo di Lavoro nel 1998, in cui si affermava che " la legislazione nazionale non deve essere un ostacolo all’elaborazione di standard internazionali più avanzati";

Accogliendo dalle modifiche nelle modalità di reclutamento e impiego da parte di alcuni Paesi;

Constatata la Dichiarazione dei Ministri degli Esteri dei Paesi Nordici contro l’Uso dei "Bambini soldato" (Reykjavik, Islanda, agosto 1999)

Preoccupata per le difficoltà delle operazioni di peacekeeping in situazioni in cui sono presenti "bambini soldato"

Rammentando che le parti coinvolte in un conflitto armato sono vincolate agli obblighi imposti dal diritto umanitario internazionale, compresa la proibizione a reclutare ed utilizzare nelle ostilità persone di età inferiore a 18 anni.

Determinata a porre fine all'uso dei minori di 18 anni nei conflitti armati e nelle controversie interne:

  1. Dichiara solennemente il suo impegno a stabilire standard internazionali che proibiscano qualsiasi tipo di partecipazione ai conflitti armati a persone di età inferiore a 18 anni;

Rispetto ed applicazione del diritto internazionale esistente



  1. Chiede agli stati europei di:


    • ratificare ed applicare le Convenzioni di Ginevra del 1949 sulla Protezione delle Vittime di Guerra e i suoi due Protocolli Addizionali, la Convenzione di Ginevra del 1951 sullo Status dei Rifugiati e il Protocollo del 1967, la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia, lo Statuto del Tribunale Penale Internazionale, la Convenzione dell’OIL 182, e che le autorità nazionali competenti considerino la possibilità di designare il reclutamento e l'utilizzazione di minori di anni 18 nelle ostilità come "attività suscettibile di nuocere alla salute la sicurezza ed il morale dei minori" come afferma l'articolo 3 (d) di tale Convenzione;

      incoraggiare e fornire assistenza tecnica ad altri Stati affinché ratifichino e applichino quegli standard ed i relativi standard regionali;

      favorire un'ampia diffusione di quegli standard all'interno dei loro Paesi ed ovunque;

      considerare, qualora siano Stati che attualmente reclutano minori di 18 anni, l’eventualità di innalzare il limite di età per il reclutamento almeno a 18 anni e allo stesso tempo a dare la priorità ai più grandi in accordo con l'articolo 38 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia;

      prendere misure per proteggere i "bambini soldato" da esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, da detenzioni arbitrarie e maltrattamenti inflitti da una qualsiasi delle parti in conflitto;

      garantire che né la pena capitale né l’ergastolo senza possibilità di rilascio possano essere imposti per crimini commessi da persone di età inferiore a 18 anni;

    • garantire che ogni legislazione di emergenza che limiti le libertà civili tuteli i minori di 18 anni con una protezione adeguata compatibile con gli standard internazionali della giustizia minorile;


  2. Incoraggia tutti gli organismi impegnati sui diritti umani delle Nazioni Unite a lavorare, all'interno del loro mandato, tenendo sempre presente il problema dei "bambini soldato"

Sviluppo di nuovi standard e adesione ad essi



  1. Concorda che gli Stati dovrebbero assicurare che nessuna persona di età inferiore a 18 anni, nelle loro forze armate, partecipi ai conflitti armati

  2. Chiede a tutti Governi Europei di:


    • prendere misure al fine di garantire che, sotto la loro giurisdizione, i minori siano protetti dal reclutamento da parte di soggetti non governativi;

      formare il personale di tutte le forze di peacekeeping sui diritti dei minori e sul problema dei "bambini soldato" cosi come sul loro disarmo, smobilitazione e riabilitazione;

    • implementare il limite minimo di età fissato dal Segretariato Generale dell Nazioni Unite per il personale delle Nazioni Unite in tutte le operazioni di peacekeeping;

Questioni programmatiche



  1. Raccomanda che una conferenza internazionale venga tenuta nel corso dell'anno 2000 per affrontare tutte le questioni programmatiche e operative relative ai minori coinvolti nei conflitti armati

  2. Chiede ai Governi europei ed alle (appropriate) organizzazioni regionali di fornire assistenza tramite:


    • l'adozione di meccanismi di informazione rapida per permettere un tempistico monitoraggio di ogni tentativo di reclutamento o uso in conflitti armati di minori provenienti dagli strati più vulnerabili della popolazione

      la creazione di un organismo per il monitoraggio internazionale in grado di fornire aggiornamenti annuali e analisi nazionali sugli standard legislativi relativi al reclutamento a all'impiego di minori e all’uso effetivo di minori nei conflitti armati;

    • l’adozione ed implementazione di piani nazionali per porre fine al reclutamento di minori di 18 anni e al loro impiego nei conflitti armati

    • la promozione di programmi di prevenzione per minori di 18 anni che abbiano partecipato alle ostilità centrati su:


      • analisi del rischio

        sviluppo della consapevolezza

        sensibilizzazione dell’opinione pubblica

        proposta di alternative quali scolarizzazione/formazione professionale/ attività ricreative

        registrazione delle nascite

        coinvolgimento della comunità locale e della famiglia nel lavoro di prevenzione

        comprensione del contesto culturale, economico, sociale e politico della regione che va tenuto in grande considerazione per la pianificazione ed implementazione di programmi a beneficio dei bambini coinvolti in conflitti armati

        riunificazione familiare in caso di separazione

        garanzia di cibo e sicurezza per i bambini che vivono nei campi profughi e nelle zone di guerra

      • dislocamento dei campi profughi lontano dalle zone di guerra


    • il sostegno a campagne di informazione e sensibilizzazione sulla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia indirizzate alla società civile, alle forze armate, ai gruppi armati e alle forze di peacekeeping, focalizzate sulle conseguenze negative che il reclutamento e l’impiego di minori nei conflitti armati ha sul loro stesso sviluppo;

    • il riconoscimento del nesso esistente tra la disponibilità di armi leggere e "bambini soldato" e la pressione sui Governi e sull’Unione Europea affinché usino la loro influenza politica ed economica sul commercio delle armi leggere al fine prevenire l’uso dei "bambini soldato"

    • lo svolgimento di un dialogo internazionale costruttivo sull’uso dei "bambini soldato" ed l’implementazione degli standard internazionali;

    • l’utilizzazione dell’aiuto allo sviluppo come mezzo di protezione dei minori coinvolti nei conflitti armati;

    • la messa in evidenza della necessità di assicurare assistenza finanziaria ai programmi a lungo termine a favore dei minori coinvolti nei conflitti armati come parte integrante delle risposte alle emergenze


  3. Chiede ai Governi europei, nelle loro relazioni esterne, di fare pressione affinché ci si mobiliti per prevenire l’arruolamento dei minori e garantire la smobilitazione in piena sicurezza dei "bambini soldato" anche durante lo svolgimento dei conflitti.

  4. Chiede a tutti i partecipanti di diffondere il più possibile questa Dichiarazione e di sottoporla all’attenzione degli organismi competenti, inclusi l’OSCE, il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea

  5. Incoraggia gli Stati a sostenere il lavoro del Rappresentante Speciale del Segretario Generale sui Minori nei Conflitti Armati, l’OHCHR, l’UNCHR, l’UNICEF, i membri della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, le altre organizzazioni umanitarie e per i diritti umani, e quelle attente al problema dei "bambini soldato"

Protocollo facoltativo:



  1. Esorta tutti gli Stati a sostenere e a partecipare attivamente al lavoro del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite che sta elaborando il Protocollo facoltativo sul coinvolgimento dei minore nei conflitti armati con lo scopo di mettere a punto un protocollo efficace in accordo con i principi di questa Dichiarazione ed applicabile a conflitti armati interni ed internazionali.

  2. Ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile lo svolgimento di questa Conferenza, compresi ECHO, UNICEF e gli altri donatori.

  3. Esprime la sua calorosa riconoscenza al Governo tedesco per aver ospitato questa Conferenza.

 

Una mamma con la sua bambina in un villaggio rurale del Kenya- copyright © - Centro Missionario Diocesano Cosenza - Bisignano

Una mamma con la sua bambina in un villaggio rurale del Kenya


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